Oggi nella sede ufficiale della Scafatese si è tenuta la conferenza stampa eccezionale del direttore sportivo Pietro Fusco che, approfittando del weekend di pausa dei canarini, ha messo in chiaro alcune situazioni in casa gialloblù. Il direttore sportivo ha confermato Facciolo come allenatore della prima squadra, ed ha messo in chiaro le difficoltà, le ambizioni e le soddisfazioni della squadra dopo queste prime sette giornate di Serie C.

Le difficoltà della Scafatese

«In tutto il campionato le difficoltà sono tante e sono oggettive. La più importante è la distanza dalla nostra città, perché siamo costretti a giocare lontano, e ringraziamo tutte le persone che si sono adoperate per far sì che la Scafatese giocasse comunque in provincia di Salerno, che non è una cosa scontata. E quindi il fatto che giochiamo lontano e che non abbiamo ancora percepito l'affetto integro della nostra gente, è comunque una condizione che ci pone in una sorta di ulteriore difficoltà rispetto a quelle del campionato. Però veramente ringrazio sia la proprietà sia gli organi per averci messo in condizione di giocare ad Agropoli.

«Poi c'è stato un cambio di guida tecnica che è la cosa più eclatante che è successa nell'ultimo periodo. Però anche quella è una visione di calcio, perché ci siamo accorti che alcune cose probabilmente non andavano nel verso che ci piaceva e quindi abbiamo optato per questo cambio.»

Facciolo resta allenatore della Scafatese

«Se andiamo nel particolare interim può essere anche due anni o tre anni. L'etimologia della parola è nel frattempo, durante, quindi è un durante, però è chiaro che Facciolo è l'allenatore della Scafatese in tutto e per tutto».

"Quindi c'è lui adesso?"

«Assolutamente sì, poi noi siamo figli dei risultati, possono cambiare direttori, allenatori e calcio. Quindi ad oggi Facciolo è la persona che abbiamo scelto che ci accompagnerà nel percorso di questa stagione. Poi noi siamo figli dei risultati e la proprietà sotto questo aspetto è sovrana».

Fusco, "Attualmente bisogna salvarsi, poi pensiamo ad altro"

«La risposta secca è che ci dobbiamo salvare. La risposta giusta è: noi dobbiamo vivere con il terrore di retrocedere ma con l'ambizione di arrivare davanti, è chiaro che noi dobbiamo consolidarci in categoria, però noi abbiamo una proprietà e una squadra ambiziosa e per tale l'hanno giocata tutte le partite. E' chiaro che però consolidarci in questa categoria non ci permette di strutturarci per un futuro importante. Prima ci salviamo e poi pensiamo ad altro».

Sezione: Prima Squadra / Data: Gio 01 ottobre 2026 alle 13:20
Autore: Raffaele Barbato
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