Editoriale di Giovanna Criscuolo

La parabola di Emilio Volpicelli allo scoccare del novantesimo minuto sul prato del "Pinto" ha il sapore denso del riscatto. Un eurogol arrivato al fotofinish che ha ammutolito la sponda rossoblù e fissato sul 2-2 un derby campano vibrante, dove la Scafatese ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. In una fase di transizione così delicata, segnata dall'esonero di Giovanni Ferraro e dalla conduzione ad interim affidata al tecnico della Primavera Michele Facciolo, strappare un punto a Caserta con una prodezza di puro orgoglio e classe significa una cosa sola: questa squadra possiede un'anima forte e non ha alcuna intenzione di mollare.

Sul rettangolo di gioco si è vista una Scafatese importante, capace di interpretare la gara con personalità, imponendo a tratti il proprio gioco e affrontando a viso aperto un'avversaria di rango. Un valore riconosciuto a fine gara persino dal tecnico della Casertana che, in conferenza stampa, ha speso parole di sincera stima per i canarini, ammettendo apertamente la caratura della squadra affrontata. I padroni di casa sapevano bene chi si trovavano di fronte e hanno dovuto fare i conti con un gruppo organizzato, velenoso nelle ripartenze e mai domo.

La partita, del resto, è stata un susseguirsi continuo di emozioni. Avvio di marca canarina con il rigore fallito da Emmausso, ipnotizzato da De Lucia, subito riscattato dalla stoccata di Novella, lucido nel concretizzare e commovente nella dedica all'infortunato Manzi. Poi la fiammata della Casertana guidata dalla doppietta di Manconi aveva ribaltato l'inerzia del match. Ma quando il verdetto sembrava ormai tracciato, la magia di Volpicelli ha ristabilito la parità, premiando l'incessante spinta di un gruppo che ha creduto fino all'ultimo secondo nella possibilità di raddrizzare la sorte.

Guardando i dati a freddo, il bilancio delle prime quattro uscite ufficiali della stagione - tra il passo falso in Coppa Italia e le prime battute di campionato - racconta di un digiuno di vittorie che attende ancora di essere sbloccato. A rendere il quadro articolato si aggiunge la componente psicologica: la scelta della tifoseria di non popolare le gradinate per protesta rappresenta un'assenza pesante, una ferita emotiva non facile da gestire per chi scende in campo. Eppure, proprio nell'isolamento degli spalti, la squadra sta trovando la forza di sudare la maglia con ancora più rabbia, dimostrando una fame costante e la ricerca continua del risultato pieno.

Il cammino è lungo e il calendario impone di non voltarsi indietro. La testa va subito al prossimo banco di prova, un'altra trasferta insidiosa e affascinante in terra siciliana contro il Catania. Un test probante per misurare la tenuta e le ambizioni dei ragazzi di Facciolo, prima di fare ritorno tra le mura amiche dello stadio Guariglia per la sfida casalinga contro il Monopoli. La Scafatese c'è, lotta, produce e risponde colpo su colpo: con questo spirito, la svolta desiderata è soltanto questione di tempo.

A cura di Giovanna Criscuolo

Sezione: Editoriale / Data: Mar 08 settembre 2026 alle 11:11
Autore: Lino Grimaldi Avino / Twitter: @Grimlin1976
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