Il battesimo del fuoco con il professionismo è un bagno di realtà che brucia ma che deve immediatamente trasformarsi in una scarica d'adrenalina pura. Venerdì sera, sul rettangolo del "Guariglia" – casa provvisoria in attesa che il "Vitiello" completi il suo restyling – oltre cinquecento cuori giunti da Scafati hanno assistito a un debutto casalingo amaro. Di fronte c’era un Picerno cinico, esperto e collaudato da ben sei stagioni di Serie C, capace di imporre ritmo e mestiere a una Scafatese apparsa lenta, slegata e decisamente sotto ritmo. Un esordio ruvido, che tuttavia non deve assolutamente trasformarsi in un macigno psicologico.

Sul piano tecnico, la diagnosi del campo è impietosa: un centrocampo svuotato di idee, manovra priva di sbocchi e un desolante numero zero alla voce tiri in porta. Nessuna fiammata, nessun episodio capace di far battere il cuore e infervorate gli spalti. La squadra sconta la fisiologica metamorfosi tattica dovuta ai nuovi innesti e l'adattamento all'erba naturale del "Guariglia", ben diversa dal consueto manto sintetico. Nei novanta minuti si è vista l'immagine dello scolaro da dieci e lode nei campionati minori: impeccabile e sempre in prima fila tra i dilettanti, ma inevitabilmente rimandato al primo vero test d'ingresso tra i professionisti.

Siamo di fronte a un motore potente che sta ancora completando il suo rodaggio: le componenti di valore ci sono, il potenziale complessivo è elevato, ma i meccanismi devono ancora trovare il perfetto incastro per girare ad alti ritmi. Questa sconfitta, per quanto dolorosa, non deve essere vista come un fallimento, bensì come il carburante ideale per accelerare la crescita.

Ora serve una reazione d'orgoglio immediata. La Serie C non concede passeggiate e ogni sfida richiede novanta minuti di scontro fisico e mentale. È il momento di leccarsi le ferite, rialzarsi subito e scendere in campo con cattiveria agonistica, cinismo e quello sguardo affamato che fa la differenza nei momenti chiave. La piazza di Scafati ha risposto con straordinaria passione e merita di vivere un campionato travolgente, una Serie C da sogno. Il passo falso di venerdì deve servire solo a forgiare il carattere: la stagione è appena iniziata e la Scafatese ha tutto per superare a pieni voti i prossimi esami.

A cura di Giovanna Criscuolo

Sezione: Editoriale / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 15:24
Autore: Gioacchino Castrogiovanni
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