«Salernitana forte? Lo dicono loro»: la Scafatese all'Arechi senza paura
Un pizzico di orgoglio, tanta passione e nessuna voglia di fare da comparsa. È bastata una sola frase del presidente Felice Romano a riassumere lo spirito con cui la Scafatese si prepara al debutto stagionale in Coppa Italia contro la Salernitana: «È una squadra forte, ma questo lo dicono loro».
Una battuta schietta, da pura vigilia di campionato, che ha subito riacceso l'entusiasmo della piazza canarina. Ma, al di là delle parole e della carica emotiva, che partita bisogna aspettarsi sul prato dell'Arechi?

Che squadra è la Salernitana? 

I granata si presentano al nastro di partenza con un'ossatura ben definita e un modulo ben collaudato (il 3-4-2-1): una difesa a tre, quattro uomini a presidiare il centrocampo e tre elementi dedicati alla fase offensiva. Tra i pali probabilmente ci sarà Galeotti, protetto da una linea difensiva che dovrebbe essere guidata al centro da Matino, con Heinz e Anastasio ai suoi lati. È un reparto molto fisico e strutturato, che fa della solidità nei duelli individuali la sua arma principale.

Il centrocampo è affidato alla coppia Capomaggio-Tascone, due giocatori capaci di fare da schermo davanti alla difesa e far ripartire subito l'azione. Sulle fasce, invece, correranno Llano a destra e Villa a sinistra, con il compito di spingere lungo le corsie e sfornare cross al centro. Il pericolo numero 1? Sicuramente il bomber Lescano.

Scafatese, occhio al reparto offensivo dei granata: gli uomini chiave

Facundo Lescano: è il classico numero nove di razza. Un centravanti d'area rigore, forte di testa, spietato e cinico sottoporta e bravissimo a difendere il pallone così da far salire i compagni.

Ismail Achik: giocherà alle spalle di Lescano con molta libertà d'azione. Si tratta di un giocatore rapido, capace di puntare l'uomo, creare la superiorità numerica e inventare la giocata decisiva in qualsiasi momento.

La parola passa al campo

Sulla carta la Salernitana parte con i favori del pronostico e con la forza dei singoli. Tuttavia, il calcio d'agosto insegna che i nomi contano fino a un certo punto: con le gambe ancora pesanti per la preparazione e la voglia di ribaltare le gerarchie, al fischio d'inizio le distanze si azzerano. La Scafatese va all'Arechi per godersi la vetrina e giocare a viso aperto, dimostrando che la battuta del suo presidente non era semplice spavalderia, ma la consapevolezza di chi non parte mai battuto ed uno scudetto cucito sul petto.

A cura di Giovanna Criscuolo

Sezione: Prima Squadra / Data: Ven 14 agosto 2026 alle 14:35
Autore: Gioacchino Castrogiovanni
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