Un punto può avere il sapore di una conquista ma può anche lasciare il rimpianto di un’occasione mancata. Il pareggio della Scafatese contro il Cosenza sta esattamente in mezzo a queste due sensazioni. E forse è proprio per questo che, al di là del risultato, la sfida dello "Scida" apre una questione che la società non può più rimandare: quale direzione vuole dare alla propria stagione?

I canarini hanno avuto il merito di reagire a un avvio complicato, trovando nella ripresa le risorse per rimettere in equilibrio una gara che si è messa subito in salita. La punizione di Emmausso, una parabola splendida sotto l'incrocio, ha premiato una squadra capace di cambiare volto. Tuttavia, fermarsi alla reazione sarebbe riduttivo. Il Cosenza arrivava alla sfida da penultimo in classifica, con un solo punto e zero vittorie. Un dato che non sminuisce il valore dell'avversario, ma che rende inevitabile una riflessione sulle reali ambizioni della Scafatese: recuperare va bene, ma non riuscire a vincere contro una squadra in profonda difficoltà lascia più di un interrogativo.

La svolta tattica non cancella i dubbi

Il primo tempo ha deluso le attese: il gol subito dopo appena sei minuti ha costretto i canarini a inseguire, bloccando sul nascere l'idea di prendere in mano il pallino del gioco. Nella ripresa, però, Facciolo ha dimostrato intuizione e coraggio. Ha ridisegnato la squadra con un 4-2-3-1 travolgente, inserendo contemporaneamente Volpicelli, Molinaro e Guerra. Alzando il baricentro e cercando con continuità la giocata negli ultimi trenta metri, la Scafatese ha trovato nuova linfa, coronata dalla perla di Emmausso.

Il merito del tecnico nell'orientare l'inerzia della gara è innegabile. Eppure, neanche dopo l'1-1 la Scafatese ha azzannato la partita. Anzi, nel finale è stato il Cosenza ad andare vicino al colpo del ko, prima che la revisione FVS annullasse definitivamente il gol di McJannet per fuorigioco. Un dettaglio fondamentale, che impedisce di raccontare il secondo tempo come un dominio assoluto. La reazione c'è stata, la dimostrazione di carattere anche ma le lacune di continuità, però, restano tutte.

Sei punti che non chiudono la discussione

Il bilancio parla chiaro: sei punti in quattro gare. La vittoria d'autorità al "Massimino" contro il Catania resta la gemma della sua gestione, mentre i pareggi testimoniano la capacità di restare sempre in partita. Sarebbe ingeneroso bocciare Facciolo, ma sarebbe altrettanto superficiale considerare questi numeri sufficienti per una conferma automatica.

Una società con ambizioni non valuta solo i punti, ma l'identità, la continuità di prestazione e la tenuta mentale nei momenti critici. Facciolo ha dimostrato di poter guidare la squadra in questa fase di transizione. Ma è davvero l'allenatore attorno al quale costruire il resto del campionato? Confondere la gestione dell'emergenza con la programmazione futura è il rischio più grande che l'ambiente canarino possa correre.

Altamura e il calendario: basta navigare a vista

Dopo l'esonero di Ferraro, l'interim di Facciolo è stata una scelta logica. Prolungarlo senza una posizione ufficiale, però, rischia di trasformare una soluzione temporanea in una decisione definitiva "per inerzia". Il calendario offre ora una finestra ideale: la gara interna contro l'Altamura del 27 settembre, seguita dalle sfide con Inter U23 e Sorrento, impone chiarezza immediata. Se la società crede in Facciolo, lo blindi con una scelta forte, gli dia pieni poteri e tracci con lui le tappe della stagione. Se ritiene necessario un cambio di rotta, intervenga subito, individuando un profilo adatto ad accelerare il percorso della squadra.

Ciò che la Scafatese non può permettersi è l'incertezza. Continuare a valutare il tecnico "di partita in partita" toglie serenità al gruppo e autorevolezza alla panchina. La reazione contro il Cosenza ha dimostrato che la squadra ha valore e attributi; adesso spetta alla dirigenza dimostrare la stessa determinazione nel decidere cosa vuole diventare da grande.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 09:28
Autore: Gioacchino Castrogiovanni
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