Per chi si intende di numerologia ed esoterismo, il numero 7 rappresenta la perfezione, la ricerca della verità, la svolta in cui l'intuito incontra il destino e prova a trasformarlo. Nella Smorfia napoletana invece, è ó vaso, il contenitore che, quando è colmo, straripa d'abbondanza.

Non poteva che recare il marchio quasi magico del 7 il momento esatto in cui la Scafatese ha deciso di scacciare, in un solo istante, i fantasmi che da tempo aleggiavano sul "Guariglia". Minuto sette del primo tempo, maglia numero sette sulle spalle: Emilio Volpicelli si coordina, sfodera un sinistro a giro di rara bellezza e lo infila nell'angolino. È il gol che fa esplodere lo stadio e cambia il senso della serata. Un gol che va oltre il  tabellino, perché ha il  sapore di un vero e proprio esorcismo. Lo stadio "Raffaele Guariglia" di Agropoli non è mai stato un campo qualunque per i colori gialloblù: negli anni si era trasformato in un fortino stregato, segnato da amarezze e da un bilancio che raccontava di zero vittorie.

Per cacciare via la cattiva sorte il popolo scafatese si è affidato anche all'antica saggezza popolare. Sugli spalti dell'impianto cilentano sono comparsi i classici gesti scaramantici e persino il sale  — il rimedio  per eccellenza contro il malocchio e la sfortuna — tirato fuori da qualche tifoso particolarmente devoto ai riti propiziatori. 

Folklore, passione e fede calcistica. Poi, però, è toccato alla squadra fare il resto.

La risposta sul terreno di gioco è stata quella che serviva: maturità, sostanza e personalità. E ancora Volpicelli, nella ripresa, a chiudere definitivamente i conti dal dischetto con la sua doppietta e il 2-0 contro il Team Altamura.

Al fischio finale è esplosa la festa un'intera piazza. Una scena in particolare ha sintetizzato lo spirito della serata: l'arrivo del presidente Romano, che raggiunge il terreno di gioco e va sotto il settore a festeggiare insieme a squadra e tifoseria. Un'immagine di appartenenza, di passione condivisa, per un patron che sta investendo energie e ambizioni nel progetto e che ha potuto finalmente godersi la prima vittoria "casalinga" ad Agropoli.

E adesso anche la classifica sorride

Dieci punti dopo sette giornate, due vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta. Numeri che raccontano una Scafatese sempre più dentro la categoria e capace di dare continuità al blitz di Catania. La vittoria del "Guariglia" non cancella le difficoltà dell'avvio, ma certifica qualcosa di importante: questa squadra sta imparando a stare in Serie C.

Il Guariglia non fa più paura. Il tabù è caduto, la squadra ha ritrovato fiducia e consapevolezza e sugli spalti è tornata quella gioia che mancava da troppo tempo. E forse, alla fine, non era soltanto una questione di numeri.

Ma se proprio doveva essere il 7 a spezzare l'incantesimo, difficilmente la Scafatese avrebbe potuto scegliere un interprete migliore di Volpicelli.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 10:42
Autore: Giovanna Criscuolo
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